“Settantadue interventi di cataratta effettuati, oltre a innumerevoli visite oculistiche”. Emmanuel Graba, TSO (Tecnicien Superieur en Ophtalmologie), commenta con soddisfazione la recente campagna chirurgica effettuata in Camerun, all’Hopital Saint Vincent de Paul di Dschang, la prima dopo un periodo di lockdown molto rigido. “Assieme agli altri componenti del team oculistico – Leonce Tsemo (TSO), Magelan Djeufack (ottico), l’infermiere David Tazebtgou – siamo riusciti a portare a compimento un gran lavoro. La campagna chirurgica, svolta dal 14 al 25 settembre, consiste nel concentrare forze e pazienti, alcuni dei quali precedentemente coinvolti, insieme a quelli con problemi importanti che si presentano in ospedale per essere curati in base al ‘tam tam’ che viene fatto nei villaggi, in chiesa e nelle sale istituzionali. La risposta è stata davvero positiva”.
Emmanuel Graba, lo ricordiamo, è un paramedico che, grazie al sostegno di AMOA, attraverso le missioni e con la sovvenzione di un corso di chirurgia Opecat in Congo durato 1 anno, è diventato oggi uno dei pochi (meno di 30) chirurghi della cataratta certificati in Camerun.
Emmanuel (qui una sua testimonianza) opera presso il “progetto Camerun” che AMOA promuove da oltre 15 anni; da 3, inoltre, l’associazione sovvenziona anche il progetto di chirurgia finalizzato, oltre che alla formazione del personale locale ed al supporto economico per l’acquisto di materiali, alla chirurgia gratuita per i poveri.
“In Camerun, con le misure adottate dal governo nei confronti del Covid-19, la situazione al momento la possiamo considerarla stabile – qui le testimonianze complete di Magelan e Léonce -. La popolazione ha consapevolezza di quale minaccia rappresenti il coronavirus, ma le nuove norme, anche per necessità di vita e di lavoro, sono difficili da rispettare. Qui all’ospedale Saint Vincent de Paul di Dschang, la ‘sorella’ responsabile ha preso provvedimenti per proteggere tutto lo staff e i pazienti istituendo sistematici punti di lavaggio delle mani, fornendo mascherine e limitando i visitatori. Tutte misure obbligatorie anche per noi ottici e per i pazienti di oftalmologia”.