4 Aprile 2025

“Così consolideremo il nostro impegno con il Ghana”

A Kumasi, all’HopexChange Medical centre, quindi al St Patrick’s hospital di Offinso, distante una quarantina di chilometri, pari ad un’ora e mezza di macchina visto l’aumentare del traffico nelle città africane. Una decina di giorni intensi in Ghana, dal 7 al 17 gennaio scorsi, per la missione AMOA guidata dai medici oculisti Gian Luca Laffi e Piero Barboni, con le ortottiste Ambra Piacenti e Sara Agostini  e il volontario Riccardo Laffi.

“L’HopexChange Medical è un centro medico cattolico all’interno del Christian Village fondato da Mario Capello, molto bello, pulito, con 8 specialità, inaugurato nel 2016. Vengono effettuati anche servizi di health education and training e community outreach. Ci lavorano 400 persone pagate dallo Stato”, spiega Piero Barboni. “Direttore amministrativo dell’ospedale è Dominic Osei Kofi, molto attivo insieme al suo collaboratore Bismark. Le necessità oculistiche maggiori sono la chirurgia della cataratta ed il glaucoma, che in Ghana sembra essere ancora più diffuso che in altri paesi africani. Il tracoma, invece, non è più endemico. Nel 2022 gli oculisti in tutto il Ghana erano 92, ma non tutti chirurghi dediti alle operazioni. Sia ad Accra che a Kumasi è presente l’Università con specialità in oculistica, e per questo abbiamo iniziato una collaborazione con loro per la formazione del personale in loco”. 

“Come AMOA, oltre a svolgere operazioni, abbiamo portato colliri, antibiotici, anti-infiammatori, confermando la volontà di proseguire nel sostenere la nostra storica collaboratrice, Mildred Aleser, oculista quarantenne, che attualmente sta frequentando un training chirurgico al Komfo Anokye Teaching hospital universitario per migliorare la chirurgia manuale della cataratta ed iniziare quella automatizzata dal facoemulsificatore”.

“Il St Patrick’s hospital di Offinso ha 10 specialità e più di 700 dipendenti – prosegue Barboni -. In nostra presenza sono state effettuate una trentina di operazioni. Negli ambulatori vengono eseguite mediamente 130 visite al giorno. Mentre l’HopeXChange è un’ottima struttura, solida, in crescita e con una buona organizzazione, il St Patrick’s è un ospedale ormai ‘vecchio’ di 70 anni che comunque esegue molte prestazioni anche tramite escursioni nei villaggi vicini. Tra gli obiettivi a breve termine, AMOA si impegnerà a fornire assistenza chirurgica, una serie di attività per migliorare l’efficienza e la funzionalità degli ospedali, anche dal punto di vista del materiale, e a proseguire la formazione del personale locale”. 

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