Dal 6 al 12 marzo si celebra la “Settimana mondiale del glaucoma”, una patologia cronico-degenerativa che colpisce circa 800mila persone solo in Italia e rappresenta la seconda causa di disabilità visiva e di cecità nel Paese. In Africa la prevalenza di glaucoma tra la fascia 40-80 anni era di 10,3 milioni nel 2020 e sarà di 19,1 milioni nel 2040. Ne parla Gian Luca Laffi, già presidente di AMOA.
Il glaucoma è una malattia cronica, progressiva e degenerativa del nervo ottico che produce un caratteristico danno del campo visivo causato dall’aumento della pressione oculare. L’assenza di sintomi fino a che la malattia non sia in uno stadio avanzato ha fatto sì che questa malattia venga chiamata “il ladro silenzioso della vista”. Questa prerogativa porta ad una sottostima della diagnosi di glaucoma anche in Italia dove attualmente i pazienti sono 800.000 (1)
In Africa la prevalenza di glaucoma tra la fascia 40-80 anni era di 10,3 milioni nel 2020 e sarà di 19,1 milioni nel 2040 (2). Il danno del glaucoma è irreversibile e porta a cecità in particolare nell’Africa sub-sahariana. In questi stati, nelle persone sopra i 40 anni, la prevalenza di glaucoma va dal 4-5% nell’est Africa fino al 6-8% nell’ovest dell’Africa sub-sahariana (3,4).
Da questi dati e dalle caratteristiche della malattia si capisce l’importanza della settimana dedicata al glaucoma per sensibilizzare le persone sopra ai 40 anni a fare una visita oculistica specialmente se nella famiglia vi sono casi di glaucoma e a mantenersi controllati se è già stata fatta una diagnosi. Il ritardo delle visite e degli esami durante la pandemia
si è tradotto in alcuni casi in una progressione della malattia come pubblicato su Acta Ophtalmologica (5)
La settimana mondiale rappresenta un momento fondamentale per ricordare a tutti di verificare la pressione dell’occhio, il nervo ottico ed il campo visivo perché il glaucoma può togliere la vista e rendere ciechi, però se curata in tempo la malattia si può fermare o rallentare.
In condizioni normali all’interno dell’occhio è presente un liquido, l’umore acqueo, che viene continuamente prodotto e riassorbito. L’occhio si può paragonare ad un piccolo serbatoio con un rubinetto e una via di deflusso sempre aperti. Se quest’ultima si ostruisce si avrà un aumento di pressione all’interno del serbatoio ovvero una maggiore pressione intraoculare. Se la pressione è troppo elevata a lungo andare il bulbo oculare si danneggia a livello della testa del nervo ottico, per cui bisogna abbassare la pressione con farmaci, laser o chirurgia. Tuttavia, l’aumento della pressione danneggia irreparabilmente le fibre nervose (fili elettrici) che trasportano il segnale bioelettrico; dunque, è come se si logorassero. Inizialmente il danno colpisce i “fili” che trasportano le immagini relative alla periferia del campo visivo: chi è malato continua a vedere l’oggetto che fissa, ma non si accorge che l’area visiva periferica si sta riducendo progressivamente (con perdita della visione laterale). Da ultimo vengono lesi anche i “fili” che provengono da quella zona della retina con cui si fissano gli oggetti (macula) e, se il glaucoma non viene trattato con successo, si riduce l’acuità visiva fino alla cecità completa.
L’accessibilità di una visita oculistica in Italia è garantita da un sufficiente numero di oculisti (nel 2014 erano 117 per milione di abitanti) mentre nell’Africa sub-Sahariana vi è il più basso numero di oculisti al mondo: 2,9 per milione di abitante nel 2014 considerando in questo numero anche i tecnici abilitati agli interventi di cataratta (6) per cui questa malattia sta creando sempre più cecità aggravata dal fatto che l’aderenza alla terapia è scarsa e le informazioni mediche sono limitate.
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Nervo ottico danneggiato dal glaucoma
Bibliografia
1 www.sigla.org
2. Global prevalence of glaucoma
and projections of glaucoma burden through 2040: a systematic review and meta-analysis. Tham YC, Li X, Wong TY, et al. Ophthalmology. 2014;121:2081– 2090.
3 Temba glaucoma study: a
population-based cross-sectional survey in urban South Africa. Rotchford AP, Kirwan JF, Muller MA, et al. Ophthalmology. 2003;110:376–382.
4. Prevalence and types of
glaucoma among an indigenous African population in southwestern Nigeria. Ashaye A, Ashaolu O, Komolafe O, et al. Invest Ophthalmol Vis Sci. 2013;54:7410–7416.
5. Delayed follow-up of glaucoma patients due to COVID-19 pandemic – impact on disease progression. Maja Szymanska,Eduardo Normando,Maria F. Cordeiro. Acta Ophtahlmologica 2022, Vol 100, IssueS267
6 . Estimated number of ophthalmologists worldwide (International COuncil of Ophthalmology update): will we meet the needs? S. Resnikoff et all. Br J Opthalmol 2020, 104 (4): 588-592