Si chiamerà “Atelier Gian Luca Giulietti”, con apposita targa a sottolinearlo, il laboratorio di ottica all’interno del centro oftalmologico di M’Bour.
“Perché quando era qui con noi Gian Luca (recentemente scomparso a causa del Covid e al quale è stato dedicato anche il libro di AMOA, Occhi d’Africa, ndr.) lavorava in maniera instancabile, con amore ed entusiasmo – commenta Babacar Cissé, medico oculista, figura storica e imprescindibile a M’Bour, in Senegal -. Era sempre disponibile alle richieste del personale locale e pur non parlando francese riusciva a farsi capire perché possedeva un’infinita pazienza. Si prendeva cura delle persone bisognose e nel contempo formava personale locale con una semplicità ammirevole”.
Un’eccellenza assoluta: il centro oftalmologico
Il centro oftalmologico di M’Bour, una bella costruzione in pietra oggi dotata, grazie al contributo di AMOA, di una sala operatoria con ogni attrezzatura, di ambulatori, di uno studio dove eseguire la refrazione e di un laboratorio di ottica completo di mola automatica, è un’eccellenza assoluta. È gestito da Babacar Cissè, mentre il laboratorio è sotto la supervisione di Bandé, ottica locale, ragazza preparatissima.
AMOA ha organizzato più di 30 missioni a M’Bour fornendo al laboratorio, nel tempo, una vasta gamma di lenti per cui è possibile assemblare un occhiale nel giro di un’ora (servizio che anche in Italia garantiscono in pochi). Il centro oftalmologico si è sostenuto da sé sin dal 2005, con una media di 10.000 visite e 600 interventi chirurgici all’anno, oltre alla vendita di occhiali da vista e da sole, comprese le lenti progressive.
L’emergenza sanitaria legata alla pandemia ha purtroppo portato al blocco quasi totale delle attività. Oggi si sta ripartendo con le visite e la consegna di occhiali. AMOA non fa mancare il suo sostegno, aspettando di poter ripartire in missione.
“M’Bour, un villaggio di pescatori dove si girava solo in calesse…”
“Quando andai la prima volta, circa 10 anni fa, M’Bour era un villaggio di pescatori, si girava solo in calesse e non c’era nulla, pur distando 80 km da Dakar – racconta Daniela Smania, ottica e volontaria AMOA -. Nel 2019, tornando, ebbi uno choc quando vidi che l’aeroporto di Dakar era stato spostato verso M’Bour e il villaggio nel giro di anno era cambiato radicalmente: avevano costruito supermercati, fast food, negozi… uno sviluppo incredibile. In passato l’unico ottico di M’Bbour si trovava nel mercato, aveva solo una mola a manovella ed era analfabeta, ma era dotato di una manualità incredibile. Poteva solo vendere occhiali da sole e tagliare lenti neutre. Oggi invece a Sally, località turistica molto vicino a M’Bour, sono arrivati investitori stranieri e sono stati aperti negozi di ottica all’avanguardia, con l’oculista interno; ovviamente vendono occhiali a prezzi molto elevati, che pochi possono permettersi”.
La missione del 2017
“Ricordo la missione del 2017, era marzo – prosegue Daniela -. C’erano anche Giulietti, Mimma Farsetti, Rocco Romagnoli. Eravamo partiti con circa 250 occhiali da sole, 150 montature, 2 occhiali di prova, una lampada woord, un assortimento di lenti sferiche Optilens. Furono giorni di grande lavoro e di crescente sintonia tra noi, con Gian Luca che seppe subito distinguersi per le sue doti umane, oltre che professionali. Si effettuavano visite, si donavano occhiali, ci si impegnava al massimo per rendere il centro e il laboratorio il più possibile efficienti e confortevoli. Il giorno in cui finalmente arrivò la mola fu indimenticabile. Che oggi a Giulietti sia intitolato il laboratorio è una grande gioia per tutti noi di AMOA e un riconoscimento assolutamente meritato per Gian Luca”.