4 Aprile 2025

La Giornata Mondiale dell’Acqua e le gravi carestie in Madagascar

La Giornata Mondiale dell’Acqua, in calendario il 22 marzo, ci dà l’occasione per puntare l’attenzione sulle drammatiche carenze di questa fondamentale risorsa in Africa, in particolare nel Madagascar, dove AMOA è particolarmente attiva: lo facciamo con una testimonianza del nostro socio e oculista, Lino De Marinis.

“Fin dal 1992, il 22 marzo è stato scelto come giorno per ricordare l’importanza e lo sfruttamento delle risorse idriche del pianeta. La Giornata mondiale dell’Acqua (o World Water Day) è stata indetta dall’ONU a seguito della Conferenza di Rio, e festeggiata per la prima volta nel 1993.

Perché c’è bisogno di una Giornata mondiale dell’Acqua? Perché i dati sulle risorse idriche del pianeta sono sconfortanti: l’allarme che l’ONU ha lanciato già nel 2018 parla di un crescente fabbisogno, per cui la domanda globale di acqua corrente aumenta al ritmo costante dell’1% all’anno, al punto che fra 30 anni potremmo aver bisogno del 30% di acqua in più, in un mondo che ne dispone sempre meno.

I dati attuali sono preoccupanti. L’ acqua è una risorsa finita, e i processi di industrializzazione la stanno rendendo sempre meno disponibile. Allo stato attuale 785 milioni di persone non dispongono di acqua potabile e 2 miliardi di persone non hanno accesso ai servizi igienici di base. Lo sfruttamento selvaggio delle fonti di acqua da parte dell’uomo può portare a un vero e proprio disastro: si ritiene che entro il 2050 il 51% della popolazione e il 46% del PIL globale saranno a rischio idrico se non saranno presi provvedimenti idonei.

In questa Giornata si vuole sensibilizzare le persone sulla questione critica dell’acqua, alla quale non tutti hanno accesso in alcuni Paesi e aree del mondo. In particolare, si vuole rivolgere l’attenzione all’acqua dolce e stimolare a non inquinare l’acqua per tutelare tutti gli habitat acquatici.

Uno degli obiettivi principali lanciati in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua è sostenere il raggiungimento dell’obiettivo di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite: accesso all’acqua e a servizi igienico-sanitari per tutti entro il 2030. Preservando questo bene prezioso possiamo proteggere la salute di milioni di persone e salvare vite umane.

Si vuole anche sottolineare l’importanza dell’acqua per gli effetti che può avere il suo scorretto utilizzo legato al fenomeno dei cambiamenti climatici. Tutte le campagne educative vogliono far notare come il nostro uso dell’acqua può aiutare a ridurre la siccità, il problema della scarsità di questa risorsa e l’inquinamento. Utilizzando l’acqua in modo più efficiente, possiamo tutti contribuire a ridurre il problema della siccità e in alcuni casi della desertificazione.

Il programma alimentare mondiale (WFP) sta lanciando da alcuni anni allarmi spesso inascoltati. La siccità, in alcune parti del mondo, sta creando gravi problemi di carestia.

Madagascar: gravi le conseguenze della carestia

Il Madagascar è uno dei Paesi più colpiti. Il sud del territorio ha sperimentato, dal 2018, gli ultimi quattro anni di siccità che ha devastato i raccolti e ostacolato l’accesso della gente al cibo.

La prolungata mancanza di pioggia non ha permesso di raccogliere quello che è stato seminato, l’unico alimento disponibile per sfamare intere comunità di agricoltori sono state le locuste e le foglie di cactus.

Secondo le statistiche rilasciate dal Programma Alimentare Mondiale (PAM) e dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) si stima che oltre un milione di persone sia tuttora in condizioni di insicurezza alimentare acuta nella parte meridionale del Paese, di cui circa 14mila in uno stato “disastroso”,  lo stadio più grave di insicurezza alimentare secondo la classificazione internazionale a cinque stadi stabilita dall’Integrated Food Security Phase Classification (IPC).

Finora vi sono stati numerosi morti per mancanza di cibo o malnutrizione, soprattutto bambini.

Secondo le Nazioni Unite si tratta della prima vera grave carestia da cambiamento climatico.

La cittadina di Ihosy, dove i volontari AMOA si recano presso il locale Centro Medico Sociale per prestare la loro opera, è situata nel centro-sud del Madagascar. Gran parte della sua regione è tuttora interessata dalle gravi conseguenze della carestia. Numerosi abitanti riescono a sopravvivere grazie agli aiuti delle missioni locali e di numerose onlus soprattutto italiane.

Ai problemi legati alla carestia se ne sono aggiunti, in Madagascar, nei primi tre mesi del 2022, altri dovuti al passaggio di 5 devastanti cicloni, soprattutto nell’est, nella capitale Antananarivo, e di nuovo nel sud. Essi hanno provocato gravissimi danni alle abitazioni, allagato numerosi territori e coltivazioni, centinaia di morti.

Non era mai successo che così tanti cicloni si concentrassero in così breve tempo! Anche una maggiore formazione di cicloni deve essere attribuita ai cambiamenti climatici.

Nonostante le piogge intense, la situazione alimentare, nella regione di Ihosy, non è migliorata.

Riportiamo un commento di Padre Attilio, responsabile della Missione Cattolica di Ihosy: Devo però aggiungere una cosa che può sembrare strana: nonostante il passaggio di 5 cicloni sul Madagascar, di cui 2 molto forti, nel sud del Paese, ci sono ancora parecchie zone dove le piogge non sono state sufficienti per coltivare il riso. Ormai siamo alla fine del periodo in cui si può piantare il riso che verrà raccolto in giugno-luglio, ma suore e padri che sono passati qui da noi ci raccontano che ci sono delle zone, anche abbastanza grandi, dove l’acqua è ancora insufficiente per coltivare le risaie. La gente è in grande difficoltà, perché c’è il pericolo di un’altra annata di carestia, purtroppo! Cercheremo di fare il possibile per aiutare anche chi si trova in questa situazione, perché, che ci sia l’inondazione, o che ci sia la carestia, la fame è sempre la stessa.”

L’attività oculistica a Ihosy

Nel Centro Medico Sanitario di Ihosy l’attività oculistica, già dal mese di settembre dello scorso 2021, è ripresa regolarmente, nonostante le conseguenze del Covid, della carestia e dei cicloni.

L’oculista locale Jorés e il chirurgo locale Liva possono attualmente recarsi nel Centro per prestare la loro opera e AMOA finanzia gli stipendi, per un anno, delle due ottiche Oliva e Tahina”. 

 

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