4 Aprile 2025

“Puoi anche tu”, le storie
dei nostri volontari:
Umberto Camellin

Seconda puntata di “Puoi anche tu”: la testimonianza diretta, il racconto di soci, amici, volontari protagonisti in questi anni dell’attività dell’Associazione. E’ la volta di Umberto Camellin, medico chirurgo, con AMOA ad Adwa, presso la missione Missione Kidane Mehret

Quei sorrisi che mai potrò dimenticare

Grazie a Sergio Tabacchi, vicepresidente AMOA, e alla sua passione per le missioni africane, ho raggiunto un piccolo traguardo personale e professionale. Come semplice medico ho partecipato nel 2019, assieme a mio papà Massimo (collega e amico di Sergio), a Massimiliano (infermiere strumentista di San Marino) e Simona (ottico di Ravenna), al viaggio AMOA ad Adwa presso la missione Missione Kidane Mehret gestita da Suor Laura.

La mia prima volta da volontario in Africa

All’entusiasmo di Sergio e degli altri, si accompagnava la curiosità mia e di mio padre: neofiti che per la prima volta viaggiavano in continente africano per volontariato.

All’arrivo due le cose che più mi hanno sorpreso: l’organizzazione e l’accoglienza degli “Amici di Adwa Onlus”. Ho così compreso perché, con grande costanza ed energia, AMOA torna tutti gli anni in questo luogo e l’ospedale, ormai quasi terminato, ne è la riprova.

Immediatamente ci siamo dedicati all’attivazione dei due ambulatori oculistici, alla messa a punto della sala operatoria e del laboratorio di ottica.

Affiatamento e solidarietà: un vero gruppo

Sin dal primo giorno si respirava un affiatamento particolare tra noi, frutto del desiderio di fare del nostro meglio per queste persone. In una settimana abbiamo visitato più di 300 pazienti e tutto questo non sarebbe stato possibile senza l’aiuto e la solidarietà delle bravissime infermiere etiopi che con un lavoro eccellente traducevano e organizzavano le liste operatorie.

L’aspetto più gratificante? Non mancava mai il sorriso. Non parlo solo del nostro, mi riferisco al sorriso dei pazienti. Persone e famiglie intere che viaggiano giorni interi per una visita oculistica, che attendevano da mesi per un aiuto o una speranza, erano lì dinanzi a noi.

La lezione principale? L’importanza della prevenzione

In particolare ci siamo focalizzati, negli ultimi giorni, ad operare persone giovani, o meglio bambini, con cataratte traumatiche spesso generate da sassi lanciati da amici o adulti. Dunque, bambini ad alto rischio di ambliopia e grande possibilità di recupero in un tempo relativamente breve.

Abituato a lavorare in Italia, tra le cose che più mi hanno colpito sono stati questi bambini di soli 10 anni che autonomamente, da soli, si presentavano in ospedale con la speranza di essere operati e di potere tornare a vedere. Non sono mai stato bravo a ricordare nomi ma, di certo, non scorderò nessuno dei loro volti. Un’importante lezione che ho tratto da questa mia prima esperienza, una delle tante, è la dimostrazione di quanto la prevenzione, oramai sottovalutata nel nostro continente, possa essere le fondamenta di un’Etiopia migliore.

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