3 Aprile 2025

Quei messaggi chiari ed emozionanti dalla missione in Zimbabwe

Dal 15 al 23 febbraio scorsi AMOA è andata in missione nello Zimbabwe, con il presidente dell’Associazione Francesco Martelli (medico oculista) e Chiara Patrizi (infermiera-ferrista di sala operatoria). La missione è iniziata a Mutoko, presso l’ospedale Luisa Guidotti, con l’obiettivo di ottimizzare l’organizzazione del reparto oculistico e per proseguire la formazione del dott. Mukona e di Rashirai, un membro del team locale. Quindi l’equipe si è spostata ad Harare, nel nuovo Centro Medico della Fondazione Spagnolli, per visite oculistiche e completare il percorso di cura dei pazienti.

Ecco il racconto della missione da parte di Francesco Martelli.

Zimbabwe, un Paese molto povero

Lo Zimbabwe è un Paese molto povero, tristemente uno dei peggiori nella classifica dei Paesi più miserabili basata sull’indice internazionale di povertà. Noi stessi abbiamo valutato prezzi dei generi di alimentari alti anche rispetto ai nostri standard. Secondo un recente rapporto di Amnesty International, l’instabilità politica, la siccità, gli elevati livelli di povertà e la disoccupazione ostacolano l’accesso all’istruzione, all’assistenza sanitaria e a un’alimentazione adeguata. Il 76% dei bambini vive in condizioni di povertà relativa e un quarto in povertà assoluta. È in questi Paesi ed in queste zone rurali che, a mio giudizio, è più importante l’intervento di AMOA.

Nel racconto di questa missione, vorrei evidenziare 3 punti.

Il messaggio del dott. Mukona

Il primo punto da evidenziare è la sintesi del messaggio del dott. Mukona.

“Il dott. Francesco Martelli, presidente di AMOA, ha visitato di recente l’unità oculistica presso l’ospedale Luisa Guidotti di Mutoko, in Zimbabwe. Questa unità è stata istituita, potenziata, equipaggiata e dotata di risorse grazie agli sforzi dell’AMOA. La visita del dott. Martelli ha coinciso con un campo oculistico supportato da AMOA in collaborazione con il Ministero della Salute e dell’Assistenza all’Infanzia e il Ministero della Difesa: Army Health Service. Durante il campo, 60 pazienti affetti da cecità reversibile dovuta a cataratta sono stati sottoposti a interventi chirurgici oculistici di successo, ripristinando la loro vista. Ripristinare la vista è più di una conquista medica: trasforma le vite. La cataratta, una delle principali cause di cecità prevenibile, colpisce in modo sproporzionato gli individui nelle comunità svantaggiate, limitandone l’indipendenza, la produttività e la qualità della vita. Per molti, la capacità di vedere di nuovo significa riacquistare la mobilità, tornare al lavoro e riprendere le attività quotidiane senza dipendere dagli altri. Il ripristino della vista ha anche un profondo impatto socioeconomico, consentendo agli individui di contribuire alle loro famiglie e comunità. La partnership tra AMOA, il Ministero della Salute e dell’Assistenza all’Infanzia e l’Army Health Service sottolinea il potere della collaborazione nell’affrontare la cecità prevenibile. Attraverso tali iniziative, innumerevoli individui riacquistano non solo la vista, ma anche la dignità e la speranza per un futuro migliore”.

“Sono profondamente grato – prosegue il dottor Mukona – ad AMOA, al suo team oftalmico e ai suoi sponsor per il vostro incrollabile impegno nel migliorare l’assistenza oculistica in Zimbabwe. Nonostante ci siano circa 30 oftalmologi in tutto il paese, molte aree rurali sono ancora prive di servizi essenziali per l’assistenza oculistica. L’assistenza privata è spesso troppo costosa e le istituzioni pubbliche ricevono un sostegno governativo limitato a causa di altre urgenti priorità sanitarie. Il centro oculistico di Mutoko presso l’ospedale Luisa Guidotti, che AMOA ha sostenuto con passione, è un progresso significativo. Il recente camp di cataratta è stato un successo clamoroso, restituendo la vista e la speranza a molti”.

Il messaggio di Chiara Patrizi

Il secondo è il messaggio di Chiara Patrizi, infermiera ferrista di sala operatoria, che ha condiviso con me questa missione.

“Grazie per l’opportunità che AMOA mi ha dato. Mi complimento con tutti voi, per l’impegno e la dedizione che mostrate nei confronti di chi è più in difficoltà.
Ho apprezzato il desiderio di insegnare senza sostituirsi.
Felice di aver potuto in piccola parte a contribuire al progetto e spero di poter essere dei vostri in altre occasioni. Nello spirito di AMOA c’è essenzialmente il trasferimento di conoscenze e di tecnologie per prestare cure di qualità ai pazienti poveri.

Il ringraziamento dei pazienti

Il terzo messaggio riguarda i calorosi ringraziamenti da parte dei pazienti. Grazie all’intermediazione culturale del dott. Mukona, questi sentiti ringraziamenti, fatti anche di preghiere, canti, balli, foto, abbracci, sono stati davvero commoventi per me e Chiara. Non li dimenticheremo facilmente.

Concludendo: le parole che vengono dalle persone coinvolte nelle nostre attività ci confermano, ancora una volta, che il lavoro dei volontari di AMOA che in tutti questi anni si sono succeduti, ha dato i risultati sperati. Questa grande soddisfazione ci indica che siamo noi a dover ringraziare!

 

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